Il sindaco di Beura scrive al vescovo Brambilla: "Alcuni preti mettono in imbarazzo la chiesa"

BEURA -

Eccellenza, con questa lettera aperta vorrei esprimere il disagio che taluni atteggiamenti da parte di uomini di chiesa mi fanno sorgere. Questo sentimento non mi allontana dalla chiesa, ma mi fa riflettere sulla capacità del mondo cristiano di essere pietoso ed imparziale nei confronti delle persone, perché come ho imparato sin da quando ero bambino, Essa è la casa dell’amore e della comprensione e non la rappresentanza clericale del partito politico di turno che prende a modello i valori cristiani per raggiungere obiettivi che di cristiano non hanno nulla.

Nello specifico, non riesco più ad accettare, solo perché appartenente ad un certo movimento politico di essere considerato insensibile alle tante sofferenze del mondo, così come non accetto che un prete si presenti in trasmissioni televisive con atteggiamenti che si stigmatizzano in un laico, quindi a maggior ragione si dovrebbero disapprovare in un religioso, perché mettono in imbarazzo la Chiesa che solo poco tempo fa veniva rappresentata da ben altre personalità sui media, per citarne qualcuno i compianti don Benzi e padre Amorth. Non trovo giusta ed opportuna la campagna denigratoria di alcuni vescovi indirizzata a chi in questo momento svolge un compito politico, affidatogli democraticamente e legittimamente dal popolo, che magari troppo schiettamente, ma si riconosce nelle radici cristiane del proprio paese, che tenta disperatamente di difendere. Una parte di noi cattolici viene aspramente criticata dalla stampa mainstream, perché non accettiamo la parola di chi per predicare il bene dell’umanità mette accoglienza di migranti indiscriminata, matrimoni omosessuali, teoria gender e sessualizzazione dei minori, nello stesso calderone, cercando di far credere che questo sia progresso. Ma non lo è affatto, il progresso è quell’insieme di circostanze sociali, economiche e spirituali che fanno di un popolo una comunità in evoluzione, espressione di una crescita consapevole e armonica degli individui. Chi si smarca da questo concetto a parer mio, non fa altro che essere complice delle perverse politiche delle classi dominanti, che per inseguire i loro obiettivi puramente economici, ci stanno privando della libertà di scegliere il futuro dei nostri figli, mentre in passato si seguivano modelli culturali e sociali con una storia millenaria, ora stiamo abdicando ad una falsa emancipazione che isolandoci gli uni dagli altri ci fa regredire in un limbo dove la perdita dell’identità non sarà più solo religiosa, ma anche sociale e culturale. È del tutto evidente, che chi vuole compromettere le radici cristiane utilizza in modo strumentale l’invasione incontrollata di uomini e donne, i quali non condivideranno mai i nostri modelli, quindi quando parliamo di politici cattivi di chi parliamo? Di coloro che temono un futuro cupo senza più valori di riferimento, oppure di chi vorrebbe una società senza regole morali e civili, benedetta da sacerdoti che nel nome di Cristo si lasciano trasportare dall’enfasi maledicendo chi invece vorrebbe concorrere alla salvaguardia della fede cristiana? Il Santo Rosario in mano ad un politico chiacchierato per le sue posizioni, che divergono nettamente dalla versione buonista della società in divenire, non può certo essere un atteggiamento qualificato peggiore di quello di un Papa che incontra tiranni sanguinari, piega il capo e bacia loro i piedi.

Eccellenza perdoni la mia insolenza, ma in questo momento forse con poco spirito riflessivo e con troppa enfasi mi sono permesso di scriverLe queste righe, perché questo è il mio sentire e mi rivolgo a Lei, che è l’autorità Ecclesiastica territorialmente più prossima, chiedendoLe di far presente, nelle sedi più opportune, la sostanza del disagio mio e dei cattolici come me, che non s’identificano nella vacuità del discorso corrente in taluni ambiti della Chiesa e di chi viene respinto in quanto rappresentante di una politica che legittimamente vuole difendere l’identità e la cultura che l’hanno cresciuto ed educato alla carità e alla fede.

 

Le porgo distinti ossequi

 

Carigi Davide

 

 

lettera firmata
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